Cuore: segno, sentimento, organo

Il quarantesimo volumetto della collana Superfluo indispensabile della casa editrice Fefe’, intitolato Cuore storia, metafore, immagini e palpiti di Claudia Pancino (2020, pp. 209), offre un viaggio sorprendente e significativo attraverso la storia e i vari ambiti temporali, psicologici, fisiologici, metaforici, simbolici in cui si trova la parola “cuore”.

Il libro, corredato di numerose illustrazioni di cuore, è diviso in 3 capitoli e chiude con “Testimonianze e documenti” (cioè, con degli esempi concreti di descrizioni tratte da pubblicazioni che includono gli ambiti presi in esame nel libro).

Nella Premessa, l’autrice si sofferma sul fatto che il significato del “cuore” è stato prima quello ideale legato all'amore, anche se si sapeva già nell’antichità che il cuore è il fonte della vita. Dunque, l’espressione “essere senza cuore” non significa essere morto, ma non poter amare. La premessa introduce le 3 domande a cui il libro vuole dare delle riposte concrete:

  1. Cosa unisce le diverse rappresentazioni contemporanee del cuore?
  2. Qual è la loro storia?
  3. Cosa le unisce all’organo pompante?

Capitolo I, intitolato “Cuore: parola, organo, simbolo”, presenta la visione del cuore sia come l’immagine (un simbolo) che come l’organo stesso. Le rappresentazioni visive di tutt’e due questi significati hanno una storia complessa. Per esempio, le testimonianze grafiche antiche sono ambigue o non esistenti fino al XIII secolo, ma abbiamo una data precisa da cui parte il significato del simbolo “cuoricino” (oggi universale) come “I love”, cioè il 1977. Per quanto riguarda la rappresentazione visiva dell’organo, si parte dal mondo vegetale (Giovan Battista della Porta che trova strette relazioni tra la pianta somigliante al cuore e le proprietà terapeutiche di questa pianta). Poi, le testimonianze visive accettate come possibilmente cuoriformi passano dall’elefante di Pindal, agli arazzi, alle illuminazioni nei manoscritti, alla Cappella degli Scrovegni di Giotto (dove la Carità offre a Dio un cuore con la punta rivolta all’insù che riprende la descrizione del cuore fatta da Galeno), ecc. Tutte queste rappresentazioni hanno un legame con l’organo pulsante che però indica sentimenti, anche se non è chiaro quali sono i sentimenti che si trovano in questa sede, anche perché la simbologia non sembra essere universale. Per i Sumeri, il cuore significa compassione anche vulnerabile (il fegato è la sede dei sentimenti), per gli antichi Egizi il cuore è il centro delle attività intellettuali, per gli antichi Greci il fegato e i polmoni sono dotati di spiritualità superiore. Nella Bibbia, il cuore abbraccia sia le forme della vita intellettiva che quella delle emozioni, e nel Nuovo testamento il cuore diventa la radice dell’atteggiamento religioso e morale, cioè la natura interiore dell’uomo. Gli Aztechi offrivano il cuore del nemico agli dei (cannibalismo cardiaco azteco). I cuori mangiati sono presenti in letteratura (per es., nelle fiabe e nei racconti folclorici, Boccaccio, Calvino).

La storia ideologica del cuore sottolinea l’incessante ricerca di paragoni tra il cuore (nel duplice significato di sentimenti e di organo) e oggetti materiali o meccanismi, specificamente,  il cuore come un orologio, o il fatto che  i musicisti legano la velocità/la lentezza delle pulsazioni alle cadenze musicali. Solo con l’invenzione dello stetoscopio (19mo secolo) si riesce a sentire il vero rumore del cuore, sebbene il ticchettio cardiaco di tipo meccanico continui a sentirsi nelle canzoni. Il cuore umano nel pensiero medico presenta 3 fasi di conoscenze: 1. Dalle origini remote al Rinascimento, 2. Dal Rinascimento al 1967 (il primo trapianto del cuore), 3. Dal 1967 ad oggi.

Nel Capitolo II (“Cuori trafitti e cuori scambiati”) viene illustrata la storia del ruolo del cuore nelle estasi cardiache, nel misticismo cattolico, nelle devozioni al Sacro Cuore di Gesù, negli ex-voto, e nel desiderio/nella necessità di seppellire il cuore dopo la more in un luogo diverso da quello del resto del corpo. Il cuore, come oggetto di intensa devozione cattolica al Sacro Cuore di Gesù, ottiene anche una funzione politica, unendo la pietà religiosa a uffici militari, politici, sociali sia in Francia che in Italia, in Germania, in Austria.

Il Capitolo III (“Storia del cuore nelle immagini”) ripercorre l’immagine del cuore sia come simbolo di sentimenti che come l’organo nelle rappresentazioni visive. Ci sono i cuori cortesi, i cuori anatomici non medici, i cuori amorosi e i cuoricini. Ci sono anche i cuori infranti e cardiopatie. La più antica immagine del cuore amoroso è del 1275 (nel manoscritto del Roman de la Poire, in cui la dama dona il suo cuore a Dolcesguardo, ma il cuore qui è ancora capovolto). L’autrice si sofferma sul fatto che il cuore non è rappresentato prima del XIII secolo; le ipotesi di questa nascita tardiva puntano sulla sacralità o sulla bruttezza dell’oggetto. Nel medioevo la rappresentazione simbolica include foglie (lilla`, edera, da cui il cuoricino) pigne (a volte rovesciate). Le illustrazioni “sentimentali” sono diverse da quelle mediche, ma spesso tra di loro esiste il corto circuito. In particolare, negli anni 2000 il cuore anatomico esce dal contesto medico/religioso per diventare un simbolo (su T-shirt, nelle sculture, ecc.). In altre parole, c’è una tensione tra il cuoricino e il cuore anatomico per quanto riguarda l’espressione visiva che da metaforica (vaga) vuol diventare realistica (essenza delle cose). La rivoluzione “emotica” riguarda l’uso del cuoricino in rete che fa parte del mutamento della comunicazione che privilegia i pittogrammi in moltissime funzioni comunicative mediate dalla rete. L’autrice nota che non è possibile sapere come saranno comunicati gli affetti: “in quali modi la generazione digitale sarà capace di comunicare senza l’ausilio della rete?” (p. 117).   Inoltre, il cuore come sentimento e come organo si stanno avvicinando nel pensiero medico: sono venute a gala le corrispondenze tra il cuore metaforico/emotivo e il cuore pompante perché il cuore biologico è sensibile al sistema emotivo. In questo capitolo vengono menzionati anche i cuori letterari, soprattutto di Conrad e di Bulgakov.

Nella sezione “Testimonianze e documenti” vengono pubblicati brevi brani dei seguenti autori: Giovan Battista della Porta, Andrea Vesalio, Renato G. Mazzolini, William Harvey, Johann Jacob Scheuchzer, Noel Chomel, Denis Diderot, Michael Bulgakov, Mathias Malzieu, Vittorio Zucconi, Christian Barnard, Katy Couprie, Marco Politi, Gianfranco Ravasi, Savvas Savvopoulos, Sandeep Jauhar, e un articolo senza autore del National Geographic.

Cosa si può dire di un trattato sul cuore che presenta questo argomento con sapiente emozione? L’autrice ha risposto a tutt’e tre i quesiti che si era posta in un modo esaustivo, intelligente e soprattutto pieno di spunti per una riflessione che spesso manca quando si parla del cuore. Da un lato, il libro sottolinea la dicotomia cuore-mente (ricordare e rammentare), da cui partono i concetti che separano, invece di unire, questi due aspetti dell’essere umano. La tensione tra la scienza e l’immaginario è partita lasciandoli divisi, ma sembra che la scienza cominci ad avvicinarsi al cuore nel suo valore sentimentale perché gli affetti hanno un effetto sul corpo fisico e vice versa. E` istruttivo sapere che se San Valentino viene festeggiato ormai ovunque, la giornata dedicata al cuore (World Heart Day) non ha questa risonanza; ma forse il futuro avvicinerà questi due significati del cuore anche nell’immaginario popolare. Dall’altro lato, prendere in esame il cuore come uno dei simboli più ovvi del nuovo modo di comunicare per immagini faciliterà la risposta a molte incognite per quanto riguarda l’evolversi dei modi di comunicazione in rete. La questione della superiorità dell’arte figurativa su quella verbale (sostenuta anche da Leonardo da Vinci) deve ancora essere approfondita.

In conclusione, come sempre, è molto difficile in una recensione dare un’idea soddisfacente di tutti gli aspetti di un libro, soprattutto quando questo è pieno di informazioni fertili per allargare l’orizzonte dei lettori.    

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